Le Falesie nel Nordeste

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Le Falesie nel Nordeste

La teoria della deriva dei continenti stabilisce che Africa e Sud America si separarono nel tardo mesozoico. A testimonianza di ciò si può notare che il Brasile combacia quasi perfettamente con la curva della costa Africana nei pressi del Golfo di Guinea.
Il punto netto di separazione si può osservare nei pressi di Recife (Pernambuco) e una delle conseguenze di tale separazione è  la falesia: un’architettura incredibile e coloratissima.
La falesia è un’alta costa rocciosa, di solito in continuo arretramento. Viene definita “viva” quando è a picco sul mare , “morta” quando è separata da una piattaforma litorale. La sabbia cambia tonalità di colore a seconda della sua composizione sfumando dal bianco al rosa e all’alba e al tramonto da vita a uno scenario spettacolare.
Tra i più bei esempi di falesie, troviamo quelle nella zona di Canoa Quebrada, nel Ceará


Alfred Lothar Wegener (1880 – 1930). Secondo la sua ipotesi nel Paleozoico e per quasi tutto il Triassico le terre emerse furono raggruppate in un unico, enorme continente che lo stesso Wegener denominò Pangea. Le acque costituivano un solo sterminato oceano denominato Panthalassa. Circa 200 milioni di anni fa la Pangea avrebbe cominciato a frammentarsi lentamente, dapprima in due parti: una a nord dell'equatore chiamata Laurasia e l'altra a sud, chiamata Gondwana, circondati entrambi dall'oceano denominato Thetys. I due supercontinenti si ruppero in parti più piccole, che andarono alla deriva sulla costa oceanica fluida.

 

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