

Il Brasile (capitale Brasilia) si estende su circa 8.514.215,3 chilometri quadrati (è il quinto paese più grande del mondo e ha una superficie pari a 28 volte l’Italia); la sua forma è tozza e assomiglia vagamente – e con un po’ di fantasia – ad un triangolo con il vertice rivolto verso il basso.
Il Brasile confina a nord con Colombia, Venezuela, Guayana Francese e Suriname, ad ovest con Perù, Bolivia e Paraguay: a sud con Argentina e Uruguay; ad est è bagnata dall’oceano Atlantico.
L'Equatore passa per la foce del Rio delle Amazzoni e taglia il Brasile nella parte settentrionale; il Tropico del Capricorno passa per São Paulo (San Paolo) e l'estremo punto meridionale, alla frontiera con l'Uruguay, si trova a 33°45' sud: solo gli Stati di Paraná, di Santa Catarina e di Rio Grande do Sul (con un'area pari al 7% della superficie totale) si trovano compresi nella zona temperata meridionale.
Territorio e Orografia
Prevalgono le pianure e i tavolati di media altezza: due quinti del Paese si trovano sotto i 200 metri e appena il 3% della superficie è oltre i 900 metri.
Dal punto di vista geografico il Brasile si suddivide in 4 regioni principali:
La foresta Amazzonica rappresenta, invece, il 30% delle foreste ancora intatte a livello mondiale: qui si trova la cima più alta del Brasile: Pico da Neblina 3.014 metri (al confine con il Venezuela).
Rete fluviale
Il Brasile ha una rete idrografica molto sviluppata in rapporto alla sua estensione continentale, alla sua conformazione aperta e all’elevata piovosità del suo territorio; una decina di fiumi supera in lunghezza i 2.000 chilometri. Si distinguono al riguardo fiumi di pianalto, interrotti spesso da cascate, e fiumi di bassopiano, larghi e dal corso lento, adatti alla navigazione (come ad esempio il Rio delle Amazzoni, il Rio Paraguay e i loro affluenti).
Il corso d'acqua più importante è il Rio delle Amazzoni (6.280 chilometri), che attraversa il territorio nazionale per oltre 3.000 chilometri; il suo bacino idrografico copre il 56% del Brasile.
Principali affluenti sono: il Madeira (3.350 chilometri), il Rio Negro (2.150 chilometri), il Xingù (2.000 chilometri), il Purus, il Tapajós.
Il Brasile ha pochissimi laghi, ma numerose sono le lagune costiere (lagôas), di cui le più vaste sono concentrate nel Rio Grande do Sul: Patos, Mirim, Mangueira.
Da ricordare, infine, i cosiddetti pantanales, veri e propri laghi temporanei, nelle regioni meridionali interne.
Flora
La vegetazione brasiliana è estremamente ricca e diversificata, specie nel bacino amazzonico. Qui domina la foresta pluviale composta da centinaia di specie di piante distribuite in base al grado di umidità dei suoli: tra queste, palme e arbusti della famiglia delle euforbiacee (dalle quali si ricava il caucciù).
Negli ambienti semi-aridi si parla in generale di caatinga, cioè di una successione di arbusti, alberi e distese erbose, in cui non mancano le specie con caratteri xerofili. Nel Leste, il clima piovoso favorisce un ambiente forestale che, sui versanti montuosi, dà luogo a una tipica foresta (mata atlântica) esuberante e ricca di specie vegetali, tra cui Caesalpinia echinata (chiamata dagli autoctoni pau-brasil); sulla fascia costiera si trovano terreni fertili ( massapé ). Al di là delle serre, sull'altopiano, ritorna, più o meno ricca, la caatinga , che cresce sui suoli (la terra roxa ) adatti alle piantagioni di caffè.
Nel Centro-Oeste prevale nuovamente la caatinga. Piante dominanti sono: diversi tipi di palma, tra cui quella vitifera e quella gommifera.
Nel Sul, infine, le zone più basse sono ricoperte da praterie a graminacee che preludono alle pampas uruguayane.
Fauna