

Popolazione
Il Ceará è abitato da 8.097.276 persone; la densità è di circa 55 persone per km2 (tasso d’urbanizzazione superiore al 75%)
La capitale e le altre città
La capitale Fortaleza, (fortezza), si estende su un’area di circa 313 chilometri2 e ha poco più di 2.370.000 abitanti (è la quinta città del Brasile). Deve il suo nome a una quantità di forti edificati e distrutti nel corso delle controversie tra colonizzatori e indios; i portoghesi infatti si insediarono nel XVIII secolo, dopo l’occupazione degli olandesi, per cui gli edifici più antichi sono di stile “coloniale”.
La città riunisce in sé tutte le caratteristiche del Ceará, ma allo stesso tempo si presenta come una città unica: metropoli moderna, ma verde.
Oggi, è un importante centro urbano e porto commerciale. Dinamica, con un vivace lungomare (Beira Mar).
L’economia della città si basa ancora sulla pesca (più che famosa quella dell’aragosta); Non è difficile vedere i pescatori che si spingono in alto mare con le loro tipiche zattere a vela, le “jangadas”.
Negli ultimi anni però si sta potenziando in modo interessante l’industria turistica. Da non dimenticare però che le lunghe e famose spiagge di Fortaleza hanno permesso lo sviluppo di un turismo, anche europeo, che purtroppo in parte si è orientato verso un turismo sessuale di sfruttamento e di privazione della dignità umana.
Infatti, sebbene la capitale stia vivendo ( e subendo) una forte espansione turistica dovuta principalmente ai tanti voli charter che arrivano dall’Europa (poiché ha un ottima posizione strategica in quanto è la città brasiliana più vicina al Vecchio Continente), purtroppo è anche vero che gran parte dei voli riversa i “turisti del sesso” che, sfruttando la povertà di cui lo stato cearense è vittima, si gettano alla ricerca facili avventure, in particolare sui minori.
Il teatro e la piazza principale sono stati intitolati al maggior poeta della città, Josè de Alencar, autore dei romanzi ‘O Guaranì’ e ‘Iracema’, in cui rappresenta il popolo indio come parte integrante della realtà brasiliana.
Tutti i prodotti artigianali del Ceará, e soprattutto i “labirinti”, i tipici lavori di pizzo delle donne del Nordeste, sono in mostra nel Centro Culturale del Turismo costruito nei locali della vecchia prigione (ogni cella è un piccolo e grazioso negozio). Al Mercato Centrale, che sorge di fronte alla cattedrale neogotica, è facile perdersi tra le bancarelle della frutta, del pesce e delle spezie.
Oltre alla città vi sono molte destinazioni turistiche degne di nota: qui la nuova dimensione di un turismo ecologico e d'avventura trova la migliore espressione
Tra le tante ricordo, per ora, solo Jericoacoara - un luogo paradisiaco, mare bellissimo, spiagge tropicali protette e disegnate dalle dune e dalle rocce-; Lagoinha - una insenatura di acqua verde e calma delimitata ai lati da dune color arancio che contrastano con l’azzurro del mare; Canoa Quebrada - un insieme di casette sparse e una chiesetta adagiate su una grande duna -; Aracatì - piccola città alla foce del rio Jaguaribe, caratterizzata da tipici edifici coloniali e da chiese settecentesche; all’interno del Ceará, dopo aver attraversato circa 250 chilometri di Sertào, si trova l’altipiano di Baturitè, incantevolmente verde e con clima temperato.
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