

Il settore secondario è molto importante per l’economia cearense: rappresenta il 45,5% dello stato e nel periodo 2003/2004 ha attratto circa 230 nuovi imprenditori che hanno investito 7,8 miliardi di Real brasiliani.
L’industria nel Ceará è soprattutto un’industria di trasformazione. I settori più sviluppati sono: fibre tessili e abbigliamento (i più dinamici), alimentari, metallurgica e chimica. Lo stato è il primo polo metalmeccanico (per quantità di imprese) del Norde-Nordeste ed è, a livello nazionale, il secondo produttore di tessili e il terzo produttore di calzature.
Le esportazioni riguardano soprattutto prodotti tessili, ferro e derivati, granito, macchine meccaniche, accessori in cuoio e pelle, crostacei, frutti tropicali, fiori, mandorle e anacardi.
Una “perla del settore secondario” è il centro industriale e portuario di Pecém; dotato una raffineria e di un complesso siderurgico (che godono d’incentivi fiscali) complete di un’infrastruttura all’avanguardia con pedana di carico, supplemento d’ energia elettrica assicurata e buon accesso viario. Nel 2004, il movimento totale del porto è stati pari a 942 mila tonnellate (427 mila tonnellate in esportazioni, e 515 mila in importazioni) ma si stima che in un futuro abbastanza vicino il polo industriale aumenterà del 25% la produzione e l’esportazione d’acciaio salirà addirittura del 37%. Se le previsioni si avvereranno il Ceará diventerà uno dei maggiori stati Brasiliani esportatori.
L’immagine del Ceará è legata da sempre alla figura della “mulher rendeira”. Cioè la donna che fa lavori artigianali di vario tipo chiamati anche renda-de-bilbo o renda da terra. I prodotti artigianali creati all’interno di una comunità vengono poi distribuitim soprattutto lungo la fascia litoranea.
I tipici ricami “labirinto” arrivarono in Brasile con i portoghesi e si possono trovare su tutta la costa cearense, in particolare a Aracati, Beberibe, Cascavel e Fortaleza.
Nei municipi di Sobral, Russas, Limoeiro do Norte, Jaguaruana, Aracati, Massapé, Crateús, Baturité e Camocim, si trovano invece tantissime varietà cestini e oggetti vari (come cappelli, borse….) confezionate con paglia (di carnaúba), bambù e liane.
La ceramica cearense, ha subito l’influenza portoghese, indigena e africana e ben si presta anche a usi decorativi e ludici. Oltre Fortaleza, i centri più rappresentativi di quest’arte sono Cascavel, Ipu e Juazeiro do Norte.
Lo stato del Ceará possiede inoltre un’antica tradizione artigianale per la produzione la concia del cuoio. I principali poli produttivi di articoli in questo materiale sono : Fortaleza, Jaguaribe, Crato e Juazeiro do Norte.
L’artigianato tessile, localizzato soprattutto a Fortaleza e Jaguaruana è caratterizzato per la produzione di reti.
Fortaleza, Canindé, Cascavel e Juazeiro do Norte si distinguono per la buona diffusione della piccola industria immobiliare, e soprattutto nella capitale, non mancano scultori e incisori
Per concludere e per capire meglio l’artigianato locale è importante ricordare che nel Nordeste, la religione e le credenze popolari sono profondamente legate alle arti, anche manifatturiere, e si riflettono in esse.
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