Jericoacoara nel Cearà

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Jericoacoara nel Cearà

Jericoacoara: villaggio a nord di Fortaleza.
L’etimologia del nome é complessa e in proposito esistono due differenti tesi; una, fa risalire il significato alla parola Jacará (alligatore) e tradurrebbe Jericoacoara in “alligatore che si gode il sole” poiché la forma della collina di Serrote, unico promontorio roccioso dell’area, ricorda vagamente la forma di un  alligatore; una seconda tesi, vede invece nel nome Jericoacoara l’unione di due parole della lingua degli indios Tupi-Guaraní : la prima parola sarebbe Yuroco (buca)  e la seconda Cuará (tartaruga). Il nome del municipio deriverebbe quindi  dal fatto che un tempo le tartarughe deponessero lì le loro uova.
Jericoacoara è un luogo permeato da un’atmosfera affascinante: il traffico è praticamente inesistente (circolano solo qualche buggy e poche jeep), tutte le strade sono sabbia, l’illuminazione pubblica è inesistente. L’unico modo per arrivarvi è in autobus (o con un auto noleggiata) da Fortaleza (dista 315 chilometri, circa 6 ore di viaggio ) fino a Jijoca; qui  si sale su una grossa jeep o su un pick-up e si percorre così, seguendo una pista che scorre lungo la spiaggia per una quindicina di chilometri, l’ultimo tratto di strada.
Il villaggio di Jeri (così è chiamata dagli abitanti) è un piccolo agglomerato di case - composto solo da 4 strade (Forró, Main, São Francisco e Dune) - situato sulla punta di un aspro promontorio proteso verso il mare alle cui spalle si estende la vasta zona desertica di dune mobili che raggiungono altezze massime di quaranta metri.
Benché sia stato scoperta dagli hippies negli anni 70, Jeri, conserva ancora le caratteristiche di piccolo villaggio di pescatori. In questi trent’anni, il rapporto tra visitatori, forestieri e abitanti è stata sempre molto armoniosa. L’atmosfera che si respira é particolare: l’espansione turistica non ha danneggiato il territorio e non ha contrastato con le semplici abitudini che non sono state abbandonate;
Molti abitanti hanno trasformato le loro semplici case in piccole pensioni o in piccoli ristoranti, ma continuano a praticare la pesca.
Jeri è diventata una località di fama internazionale grazie ad alcuni articoli pubblicati nel 1994 dal Washington Post ed dal New York Times che l’hanno proclamata la spiaggia più bella del Brasile, e tra le dieci migliori al mondo.
L’ambiente in cui sorge Jeri è protetto; il suo ecosistema è caratterizzato (oltre che una fauna e da una flora uniche) dalla presenza di centinaia di dune mobili che cambiano costantemente forma e posizione sotto l’azione del vento che qui soffia incessantemente.
L’area a  protezione ambientale di Jericoacoara è stata trasformata in Parco Nazionale con il decreto federale del 04 febbraio 2002.
Il Parco è situata nel distretto di Jijoca de Jericoacoara e ha un estensione pari 8.416,08 ettari; maggior attrattore è la spiaggia, ma ci sono anche bellissime dune, mangrovie e foreste di “restinga”. La fauna terrestre é composta da uccelli tropicali (alcuni in via d’estinzione) come Carcará, Garça, Avoante, Quero-Quero; quella marina é composta da aragoste, gamberi, e altri pesci tropicali
Il parco può essere considerato un riuscito esperimento di conviveva tra uomo e natura: l’abitato si è sviluppato in funzione di un turismo rispettoso dell’ambiente anche grazie al rigido regolamento imposto dall’IBAMA.
Quando venne istituita l’APA, il villaggio era costituito da poche baracche di pescatori battute dal vento e completamente isolate dal mondo (i pochi viaggiatori che vi giungevano ne conoscevano l’esistenza grazie al passaparola di chi, prima di loro, era rimasto affascinato dalla bellezza del luogo).
Dopo gli articoli del Times e del Washingtown Post arrivò la notorietà e con essa gli speculatori del settore con i loro progetti carichi di cemento.
La prospettiva di attirare gli investimenti delle grandi holding turistiche portò gli abitanti del luogo a trasformarsi in gestori di piccole pousadas e a costituire un movimento cittadino di difesa del territorio (al quale aderirono anche gruppi ambientalisti).
Cominciò cosi una dura lotta burocratica con il governo che durò fino al 2002 quando  (grazie anche alle imminenti elezioni politiche), gli abitanti di Jeri riuscirono a convincere le autorità che la salvaguardia di quel raro ecosistema costiero andava ben oltre gli interessi economici: fu cos’ istituito il Parco Nazionale di Jericoacoara e vennero ripristinate (e anche inasprite) le regole di tutela ambientale.
Oggi non solo è vietato edificare al di fuori di stretti parametri architettonici, ma non possono nemmeno essere costruite strade asfaltate: in questo modo il turismo viene limitato e selezionato mantenendo equilibrato il rapporto uomo-natura.
La spiaggia di Jericoacoara, vicino al villaggio, è una bella insenatura circondata da dune e bianche spiagge, alcune semi-deserte. L ’acqua azzurra del mare e le estense piantagioni di palme da cocco formano paesaggi paradisiaci.
Tra le attrazioni vi è anche la Pedra Furada (Pietra Bucata - è una grande roccia nella quale l’erosione causata dalle onde ha scavato un foro);  si trova alla periferia ovest del villaggio, dove si erge una duna alta quaranta metri dove si consuma uno dei riti di jeri: il por do sol (il tramonto).
Jeri è il paradiso del surf e del kitesurf: gli appassionati frequentano soprattutto le spiagge a nord, mentre sulla rimanente distesa chilometrica di sabbia deserta che si estende a est e a ovest si può passeggiare per ore nella più totale solitudine.
All’interno del parco si possono effettuare trekking, escursioni a cavallo o in buggy e scoprire così un ecosistema incontaminato e una natura ancora selvaggia: ad esempio si può andare da Praia Malhada (punta settentrionale della penisola) al Serrote percorrendo sentieri che si inerpicano sul promontorio seguendo il profilo della costa.
La costa che si sviluppa verso ovest da Jericoacoara è un’unica spiaggia lunga decine di chilometri e seguendo il bagnasciuga, camminando tra le dune, si giunge alle oasi palme da cocco (ad esempio, Sitio dos Coquioros caratterizzata da una laguna formata da un torrente che sfocia poi nell’Atlantico) e a piccoli villaggi di pescatori (come Mangue Seco); in alcuni tratti di spiaggia il contrasto tra i rami spogli delle mangrovie e il bianco intenso delle dune ricorda un suggestivo – ma improbabile in questo angolo del mondo – paesaggio innevato.
Nelle immediate vicinanze di Jijoca ci sono le lagune Lagoa Azul (dalle limpidissime acque azzurro-verde) e Lagoa Paraíso (meta turistica ricercata e paradiso del windsurf): i venti alisei che soffiano costantemente rendono queste località ideali per praticare sport a vela. Si possono rggiungere con un buggy percorrendo chilometri di sabbia e dune.


La rete elettrica di Jeri é sotterranea proprio per non alterare la bellezza naturale del paesaggio

 

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