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Lo sviluppo nel Nordeste

 

L'intervento statale nel Nordeste è stata una realtà fin dalla fine del XIX secolo, quando in seguito alla siccità che devastò la regione tra il 1877 e il 1879 si costituì un organismo deputato alla realizzazione di lavori idraulici e alla predisposizione di misure di intervento a favore della popolazione, capaci di fronteggiare le future situazioni di emergenza. La crisi regionale era considerata una diretta ed esclusiva conseguenza di un deficit pluviometrico; si ignoravano le influenze della storia e la struttura sociale nella quale si inserivano gli accidenti climatici. Questo approccio fu però lentamente superato e andò affermandosi l'idea della necessità di elaborare una diversa politica, che prevedesse interventi di miglioramento delle infrastrutture e incoraggiasse l'investimento industriale. Coerentemente con la logica della sostituzione delle importazioni che guidava l'economia nazionale, la SUDENE si proponeva di eliminare gli squilibri regionali favorendo l'avvio di un processo di industrializzazione basato sull'impiego delle risorse locali: soltanto l'utilizzo di queste risorse garantiva alle imprese che investivano nel Nordeste la concessione di agevolazioni fiscali come la riduzione del 50% sull'imposta del reddito.
La rigidità di questo vincolo andò allentandosi nel corso degli anni: successivamente si iniziò a sollecitare, per il tramite di facilitazioni finanziarie e fiscali, un'industrializzazione più diversificata, non più strettamente legata allo sfruttamento delle materie prime locali. Oltre alle agevolazioni fiscali, furono anche realizzati notevoli investimenti a favore del potenziamento delle infrastrutture, concentrati soprattutto nel settore dei trasporti e dell'energia elettrica: la loro quota sul totale degli investimenti pubblici raggiunse il valore del 50%, tra il 1960 e il 1966. Nello stesso periodo, si assistette anche alla creazione di una serie di aree dotate di servizi e di infrastrutture al fine di stimolare la localizzazione delle industrie. Tuttavia, sono stati gli incentivi fiscali e finanziari il fattore determinante della localizzazione: essi fecero raddoppiare lo stock di capitali del Nordeste in appena due anni e si tradussero, in concreto, nella nascita di due grandi poli, nelle aree urbane intorno a Recife e Salvador, la prima più specializzata nel settore dei beni di consumo e la seconda in quello delle lavorazioni intermedie. Ne è anche risultata una diversificazione della produzione industriale: prima dell'intervento pubblico l'industria del Nordeste era costituita quasi esclusivamente da quella zuccheriera e da quella tessile, che rappresentavano rispettivamente il 24,8% e il 24,1% del prodotto industriale regionale; tra il 1960 e il 1974 fu stimolata la crescita delle attività di trasformazione intermedia, in particolare nei settori metallurgico (che passò dal 2,1% al 9,8% del produzione nordestina), chimico (dal 15% al 18,9%), dei materiali elettrici ed elettronici (dallo 0,1% al 2,7%), meccanico (dallo 0,1% al 2,9%).
Il territorio Nordestino racchiude un infinito numero di varianti morfologiche e il paesaggio può mutare improvvisamente aspetto colorazione a seconda delle varie combinazioni tra la tipologia della costa, quella del fondale marino, l’azione delle maree ecc…
Vi sono, ad esempio, ampi tratti desertici dove il vento accumula sabbia formando vari sistemi di dune che mutano costantemente aspetto e posizione  e per questo vengono chiamate dune mobili; tra le più spettacolari vi sono anche quelle di Jericoacoara nello stato del Ceará.
Non vi è dubbio che la principale attrazione del Nordeste sono le sue spiagge e l’ottimo clima, tuttavia questa terra possiede tanti altri tesori di incomparabile bellezza: dalle magnifiche città storiche come Salvador de Bahia, Olinda, e São Luis ai parchi naturali che si possono incontrare, sia sulle coste, sia all’interno e che sono la vera essenza della bellezza del territorio nordestino; nonché la sintesi del suo complesso e  affascinante ecosistema.
Gli incantevoli paesaggi e i 3300 chilometri di spiagge (il maggior litorale del Brasile) richiamano, ogni anno, milioni di turisti e di operatori turistici. Questa forza attrattiva è, in parte, dovuta alle strutture e alle infrastrutture realizzate dal PRODETUR/NE – il programma per lo sviluppo turistico del Nordeste – che oltre ad evar definito le maggiori destinazioni turistiche – o a vocazione turistica -  ha destinato circa 670 milioni di dollari americani per la costruzione e per l’ammodernamento d’aeroporti internazionali e di strade di accesso al litorale, per il recupero del patrimonio culturale e per la preservazione ambientale. Si sono inoltre varati programmi riguardanti l’urbanizzazione e alla sanità.
Si stima infine che il PRODETUR/NE investirà altri 400 milioni di dollari americani in infrastrutture e servizi complementari al turismo.


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